AGRUMI: Lavori e Interventi Fitosanitari

La stagione autunnale spinge gli agrumi verso un nuovo germogliamento, come nel caso di LIMONE e MANDARINO, che appare comunque di minor portata rispetto a quello primaverile. Le piante sono in piena atività, almeno nella prima parte più calda dell’autunno, e così le stesse erbe infestanti possono ricacciare perchè sostenute dalle irrigazioni.

Per controllare le erbe infestanti negli impianti giovani, assai suscettibili alla competizione degli elementi nutritivi e dell’acqua, e negli agrumeti con sesti d’impianto (distanza delle piante sulla fila e tra le file) larghi, è necessario un ultimo passaggio della fresatrice all’inizio dell’autunno.

Gli interventi meccanici vanno comunque sospesi del tutto da metà ottobre per non interferire con il delicato capillizio radicale, assai superficiale, che male reagisce alle ferite inferte dalle lavorazioni in un momento più freddo e umido.

Tra le pratiche tradizionali, c’è anche la cosiddetta potatura chirurgica, perchè espressamente dedicata alla lotta fitosanitaria. Si effettua soprattutto sulle varietà di LIMONE più antiche e sensibili al mal secco (per sempio il Femminello comune), e consiste nell’asportazione selettiva a mezzo forbici dei rametti infettati dal fungo.

Tutto il materiale legnoso tolto dalle piante deve essere bruciato per eliminare ogni fonte di diffusione della malattia.

I tagli vanno effettuati all’inizio dell’autunno, in condizioni climatiche ancora calde e secche, e interrotti all’arrivo della stagione umida e degli abbassamenti termici più consistenti.

In coincidenza di questa potatura chirurgica, dovete procedere a eliminare anche gli alberi ormai fortemente compromessi dal mal secco con una completa eradicazione (almeno per quanto tecnicamente possibile), meglio se con l’impiego di un piccolo escavatore. Anche il materiale di questi espianti va bruciato, prima delle piogge, insieme ai rametti potati.

L’autunno è il momento giusto per far svolgere un’ analisi chimica completa e accurata delle foglie presso un laboratorio specializzato.

Nel caso di agrumeti con evidenti clorosi fogliari (ingiallimenti), lentezza nel risveglio vegetativo e scarsa allegagione, questi esami diagnostici possono essere assai utili per individuare le carenze degli alimenti nutritivi, sia di quelli principali, come azoto, fosforo, potassio e magnesio, che dei microelementi essenziali, come ferro, zinco e manganese.

Le stesse analisi potrebbero dimostrare un eccesso nutritivo, consigliando la riduzione di alcuni interventi fertilizzanti e quindi permettendovi di risparmiare sui costi.

I prelievi per le analisi vanno effettuati in appezzamenti con piante della stessa età, della stessa varietà e portinnesto, per costituire dei campioni di foglie di circa5-7 mesi di età.

Una buona fertilizzazione organica, a cadenza biennale, è fondamentale per migliorare le proprietà chimiche e fisiche del terreno, inducendo un netto incremento qualitativo e quantitativodella produzione.

La soluzione ideale è rappresentata dal letame ben maturo di bovini ed equini, talora di difficile reperimento in molti comprensori. Anche altri allevamenti locali di conigli e ovini possono essere ottimamente sfruttati come fonte di concime organico, mentre le deiezioni avicole necessitano di adeguata preparazione e compostaggio prima di essere sparse sotto gli agrumi.

In alternativa, su ampi interfilari e negli impianti giovani, provvedete ad attuare il sovescio, una pratica economica e assai utile per aumentare la dotazione di azoto organico nel terreno. A tal fine, in questo periodo autunnale effettuate la semina di leguminose, come il classico favino, che andrete a interrare con una fresatura la prossima primavera, prima della fioritura.

Alle prossime piogge autunnali provvedete alla letamazione, coprendo uniformemente il sottochioma con 1-2 carriole di letame per ogni pianta adulta, ma sempre a buona distanza dal tronco per evitare conseguenze fitosanitarie, ed effettuate una leggera zappettatura per interrarlo.

Negli areali più siccitosi del Sud e nel caso che le nuove piogge tardassero ad arrivare, sempre all’inizio di ottobre è importante continuare la pratica irrigua con almeno un turno supplementare. Quesa somministrazione d’acqua p essenziale per assicurare il regolare accrescimento del frutto pendente e sostenere il ricaccio vegetativo autunnale. A motivo del ridotto apparato radicale, le giovani piantine hanno ovviamente un maggior bisogno di adacquamenti.

In autunno, negli agrumeti le attività si cominciano

PROTEZIONE DAL FREDDO. Attorno alla metà di ottobre, al Centro-NOrd, proteggete le piante da possibili brinate precoci avvolgendo chioma e tronco cun un velo di tessuto non tessuto. In luoghi caratterizzati da gelate, entro i primi giorni di novembre portate gli agrumi in vaso in un locale chiuso e luminoso (in una serra fredda se l’avete), da arieggiare nelle ore più calde della giornata, per evitare l’accumulo di umidità e scongiurare l’insorgenza di malattie fungine. Nel caso non abbiate tali ambienti, posizionate le piante sotto una tettoia luminosa oppure addossatele a un muro esposto a Sud, proteggendo chioma, tronco e vaso con un velo di tessuto non tessuto.

IRRIGAZIONE. Da ottobre diminuite gradualmente le irrigazioni in funzione delle temperature del periodo. A novembre e dicembre diradate sempre più questa operazione, bagnando solo quando le foglie iniziano ad appassire lievemente.

CONCIMAZIONE. Sino a fine ottobre concimate ogni due settimane con prodotti liquidi specifici per agrumi attendendovi alle dosi riportate in etichetta. Per evitare che le piante vengano colpite da clorosi ferrica, cioè dall’ingiallimento delle foglie, a novembre e dicembre somministrate, una volta al mese, chelato di ferro sotto forma di sequestrene, attenendovi sempre alle dosi indicate in etichetta.

 

A cura di: Vita in Campagna

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